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Bergantino

Melara - Bergantino


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Scheda

Località di partenza:  Melara
Località di arrivo:  Bergantino
Comuni attraversati:  Melara, Bergantino

Descrizione

Itinerario 1 lungo poPrende il via da Melara, il comune più occidentale della provincia di Rovigo, l'itinerario polesano lungo la riva sinistra del Po, in un ambiente interessante sia sotto il profilo naturalistico che artistico ed architettonico.
Dalla strada arginale l'occhio spazia innanzitutto verso destra, sull'acqua del grande fiume, sui lembi boschivi a ridosso della riva e nel cielo a cogliere il volo di rondini e gabbiani. Dalla natura l'uomo ha qui tratto fin dall'antichità preziosi elementi per il suo sostentamento, tra cui il miele da cui appunto deriva il toponimo Melara, come autorevolmente suggerisce il naturalista romano Plinio il Vecchio: Mellaria a melle colendo.
Dopo i secoli bui del medioevo il paese risorse nel X secolo, grazie all'imperatrice Adelaide, moglie di Ottone I, che donò la "corte melarese" ai benedettini perché bonificassero il territorio e favorissero il prosperare di una attiva comunità. Dalla strada arginale lo sguardo si volge a sinistra dove, a stretto contatto con l'argine, sorge il paese. L'attenzione è subito attratta dalla grande Chiesa dedicata a S. Materno, progettata nel 1705 da Vincenzo Santini, il più apprezzato architetto ferrarese del XVIII secolo.

All'interno dell'arcipretale, sono custoditi quadri di sicuro interesse, tra cui la tela raffigurante La Madonna del Lume, che uno storico locale, fondandosi su ricerche d'archivio, ritiene possa essere fatta risalire al grande pittore rinascimentale Sandro Botticelli.
Davanti alla chiesa, sul lato sinistro, si innalza il campanile, a forma di torretta, molto più antico del tempio, giacché fu eretto nel 1404 sui resti di una preesistente rocca, mentre sul lato opposto della via sorge l'Arco Chigi, una costruzione celebrativa fatta erigere a metà del '600 dal cardinale Sigismondo Chigi. E' inoltre opportuna una sosta presso il Palazzo Municipale, recentemente restaurato e dimora un tempo dei marchesi Villa, caratterizzato da due slanciati comignoli a piramide.

Nella piazzetta antistante, all'interno di un'aiuola centrale, sorge un monumento che ricorda Amos Bernini, patriota del Risorgimento, personaggio di spicco del Polesine, impegnato nell'attività della bonifica, parlamentare e sindaco di Rovigo.
All'interno del Municipio sono esposti vari reperti archeologici relativi a ritrovamenti preistorici venuti alla luce nella zona detta Mariconda, caratterizzata, oltre 3.000 anni fa, da un villaggio dell'età del ferro.Fresca di restauro, spicca Villa Borghi Leati, risalente al '500, ma rifatta nel '700, caratterizzata da due grandi comignoli a dado, un tempo dimora del Visconte e Governatore estense. Ritornati sulla strada arginale, riprendendo la via nel senso della corrente del fiume, si incontra la Chiesetta della S. Croce di origine cinquecentesca, recentemente restaurata, mentre in lontananza si notano le strutture delle moderne fabbriche di giostre.

L'estro dei melaresi, ben noto fin dall'800 con la messa in scena di un famoso carnevale, negli ultimi decenni si è sposato con la tecnologia più moderna, dando vita a sofisticatissime giostre esportate anche oltre oceano negli Stati Uniti, assieme ai fuochi artificiali prodotti da una delle più importanti industrie italiane del settore che ha sede proprio a Melara.

L'itinerario prosegue costeggiando la grande ansa disegnata dal Po, al culmine della quale sorge Bergantino, che deve il suo nome ad un brigantino, ovvero ad un piccolo veliero in grado di solcare le acque del fiume.Anche qui il primo incontro è con la natura, rigogliosa ed invitante ad una sosta vicino all'acqua corrente. Raggiungiamo dunque la vasta golena, costituita essenzialmente da saliceti ove prevale il Salice bianco (Salix alba) inframezzato da vaste macchie di Amorpha fruticosa e da esemplari di Pioppo bianco (Populus alba) e da qualche Pioppo nero (Populus nigra). Alcuni alberi sono ricoperti da una liana chiamata Zucchino Americano (Sycios angulatus) che in estate conferisce un aspetto lussureggiante alla boscaglia, richiamando scorci tipici della foresta tropicale.

Oltre a molti passeriformi (Scriccioli, Cinciallegre, Pettirossi, Merli, Pendolini), nell'area sono presenti stabilmente Gabbiani reali e comuni, Germani, Tuffetti, Folaghe, Gallinelle d'acqua, Aironi cenerini e Garzette.Il cuore del paese pulsa attorno a via Vittorio Emanuele e Piazza Matteotti, delimitata quest'ultima dagli edifici storici di Bergantino.
La Parrocchiale innanzitutto, costruita alla fine del '600, affiancata da uno slanciato campanile progettato e realizzato nel 1731 da Vincenzo Santini. Contiene pregevoli tele, tra cui la pala della Sacra Famiglia, opera del pittore bolognese Giuseppe Maria Crespi (1665-1747).
Sul lato settentrionale della piazza sorge Palazzo Diani, storica costruzione, caratterizzata da una torretta centrale eretta nel '500 (sulle macerie di un fortilizio distrutto dai Veneziani nel 1482 durante la Guerra del Sale) da Giovanni Romei, nominato conte di Bergantino dagli Estensi. Carlo Diani, che acquistò il palazzo nel 1841, fece togliere il ponte levatoio ed otturare la fossa che ancora circondava l'edificio.

Sul lato meridionale della piazza sorge Palazzo Strozzi, che deriva da una serie di ampliamenti e rifacimenti di un antico casino di caccia.
Una parte del palazzo è sede del Museo Nazionale della Giostra, che documenta l'evoluzione delle proposte di divertimento offerte fin dal medioevo da quella che è detta "l'industria dei sogni", che oggigiorno a Bergantino e Melara ha messo solide radici, dando origine ad una fiorente attività produttiva estesa su un'area comprendente anche il comune di Castelnovo Bariano ed individuata dal punto di vista economico come "Il distretto della giostra".
 

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