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1-Villa Badoer, Fratta Polesine
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Rovigo


Corso del Popolo

Fino al 1937 il centro cittadino si articolava lungo le rive alberate del fiume Adigetto, collegate da alcuni ponti. Nel tempo, la portata del corso d'acqua si era sostanzialmente ridotta, tanto da non risultare particolarmente utile per la navigazione. A ciò si aggiunsero problemi sanitari che indussero all'interramento del tratto urbano dell'Adigetto. In tal modo si realizzò un'importante arteria di comunicazione cittadina, dando contemporaneamente nuovo impulso all'edilizia. La realizzazione di Corso del Popolo si arrestò però con la seconda guerra mondiale, lasciando pochi, limitati interventi di edilizia pubblica tra i quali il Palazzo delle Poste e Palazzo INA. Vi fu qualche tentativo di dare a tale strada un progetto generale, ma ciò non evitò la frammentazione degli interventi privati.
L' attuale Corso del Popolo, a seguito di un importante intervento di riqualificazione urbana, si pone come elemento di una progettualità che vuol dare a Rovigo un volto rinnovato, rendendola moderna e funzionale e soprattutto vivibile in tutti i suoi spazi.



Il vecchio ospedale

Costruito nel 1846 proprio laddove, già sul finire del '200, esisteva il primo antico Ospedale della Misericordia di cui si hanno poche notizie, il vecchio ospedale è rimasto in funzione fino agli anni ottanta del secolo scorso, quando tutti i suoi reparti, ormai inadeguati, sono stati trasferiti nell'attuale Ospedale Nuovo di Santa Maria della Misericordia, esterno al centro storico.
Oggi l'area appare profondamente cambiata a seguito delle demolizioni dei vecchi edifici avvenute negli ultimi 20 anni: tuttavia i lavori di recupero, che l’hanno trasformato in zona abitativa, hanno anche permesso di ritrovare un avanzo del basamento di sassi delle antiche mura della città.
Una curiosità per gli amanti del liberty: dietro le mura dell'ex nosocomio cittadino, nel padiglione Camerini, è presente all'esterno dell'edificio una fascia con alcune decorazioni in maiolica di Galileo Chini, uno tra i maggiori esponenti del liberty italiano.

Indirizzo e località
Via Mure Ospedale
45200 Rovigo



Loggia dei Notari

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Loggia dei Notari

Nel lato settentrionale di piazza Vittorio Emanuele II, si trova la Loggia dei Notari, oggi sede del municipio, che deve il suo nome al luogo in cui i notai di Rovigo svolgevano i loro compiti già da prima del 1286, anno in cui venne riformato lo statuto della corporazione.
Vicino alla Loggia, spicca la Torre Civica, voluta dai Veneziani come simbolo del potere della Serenissima in terraferma e ricostruita nella seconda metà del ‘700. Qui fu trasferita la campana del mastio del castello nel 1488.
Il piano terra è caratterizzato dallo scalone esterno opera dei ferraresi Tristani; le caratteristiche aperture ad arco che definiscono il piano superiore risalgono al XVI secolo, mentre la collocazione della statua raffigurante la Madonna dello scultore Giulio Mauro e la chiusura con finestre del loggiato superiore risalgono al 1792.
La suddivisione interna degli ambienti ha subito varie modifiche nel corso dei secoli a causa della diversa destinazione d’uso dell’edificio:in epoca austriaca ospitò il Corpo di Guardia fino al 1854 e successivamente la sede della Delegazione provinciale. Interessanti le lapidi celebrative che decorano la facciata esterna dell’edificio: quella in onore di Dante Alighieri, del veronese Grazioso Spiazzi, o quelle relative all’ingresso in città dell’esercito italiano il 10 luglio 1866 e alla visita del primo re d’Italia il 30 luglio 1866.

Indirizzo e località:
Piazza Vittorio Emanuele II° 1
45100 Rovigo



Palazzo Angeli

Palazzo Angeli

L'edificio – di stile neoclassico - venne realizzato per volontà dei conti Angeli di Rovigo; l'architetto veronese Francesco Schiavi fu l'autore del progetto, che portò a termine nel 1780, su richiesta del conte Giovanni Battista Angeli, padre di Domenico, nell'antica contrada di San Rocco, a poca distanza dall'omonima Chiesa di San Rocco, ora non più esistente.
Vi soggiornarono Carlo IV di Spagna con Maria Luisa di Borbone-Parma il 17 settembre 1815; Francesco I d'Austria con la moglie Carolina Augusta di Baviera nel marzo 1819; Alessandra Feodorovna imperatrice di Russia con la figlia Olga il 7 maggio 1846; Francesco Giuseppe I d'Austria nel dicembre 1856; Giuseppe Garibaldi il 25 febbraio 1867; Umberto I d'Italia il 23 settembre 1882. Donato in un lascito testamentale dal conte Domenico Angeli, appartiene dal 1876 al Comune.

Indirizzo e località:
Via Angeli
45100 Rovigo



Palazzo Camerini-Rusconi

Fatto costruire da Cristoforo Camerini tra il 1841 e il 1844. Al piano nobile si trova un bel salone con quattro riquadri con scene dell’Eneide, affrescate da Sebastiano Santi da Murano.

Indirizzo e località:
Via Ricchieri detto Celio
45100 Rovigo



Palazzo Casalini

Del XVII secolo.

Indirizzo e località:
Via Casalini
45100 Rovigo



Palazzo del Tribunale

Del 1873.

Indirizzo e località:
Via Verdi, n° 2
45100 Rovigo



Palazzo dell'Accademia dei Concordi

Ultimato nel 1814, è una delle massime opere dell’architetto rodigino Sante Baseggio.
Contiene diverse sculture e monumenti, come il monumento eretto alla memoria di Giovanni Miani, scolpito nel 1877 da G. Soranzo e il busto di Garibaldi, scolpito da P. Carletti nel 1884.
Il Palazzo è sede dell’Accademia dei Concordi, istituto culturale istituito intorno al 1580 dal conte Gaspare Campo, ma soprattutto di una prestigiosa Pinacoteca (ora ospitata a Palazzo Roverella) e di una ricchissima biblioteca; la biblioteca dell'Accademia dei Concordi possiede oltre 250.000 fra volumi, opuscoli e incunaboli, alcuni dei quali sono pezzi rari. Tra i codici miniati La Bibbia Istoriata Padovana del XIV sec. e La Confutazione del Cristianesimo del rabbino Giuseppe Albo del XV sec.

Indirizzo e località:
Piazza V. Emanuele II, n° 14
45100 Rovigo



Palazzo della Gran Guardia

Il Corpo di Guardia fu realizzato nel 1854 dal Governo austriaco. Presenta 5 arcate e 6 pilastri sormontati da elmi, armature e scudi. Il portico è diventato sede delle memorie patrie con il monumento a Domenico Angeli e quello a Domenico Piva e le lapidi con l’elenco dei carbonari e dei garibaldini del Polesine.



Palazzo della Provincia

Realizzato nel 1907.

Indirizzo e località:
Via Ricchieri detto Celio, n° 10
45100 Rovigo



Palazzo delle Poste

Una passeggiata lungo quello che fino al 1937 era l’alveo del fiume Adigetto, l’attuale Corso del Popolo, vi farà attraversare la storia della città attraverso i palazzi e gli interventi urbanistici che hanno cambiato il volto e l’anima del capoluogo polesano. Negli anni Trenta inizia l’espansione urbanistica di Rovigo ed hanno luogo alcuni cambiamenti radicali quali l’interramento e lo spostamento verso ovest del fiume, lo smantellamento del ghetto ebraico e la costruzione di alcuni imponenti palazzi quali il Palazzo delle Poste nel 1931, Palazzo INA e il Palazzo del Genio Civile. Il progetto si interruppe con la seconda guerra mondiale e la caduta del fascismo, lasciando incompleti gli interventi di quell’edilizia pubblica monumentale e tipica del periodo fascista.

Indirizzo e località
Corso del Popolo, 92
45100 Rovigo



Palazzo Manfredini

In Piazza del Duomo, risale al XVI secolo.

Indirizzo e località:
Piazza del Duomo
45100 Rovigo



Palazzo Minelli

Palazzina che il tipografo e libraio Antonio Minelli fece costruire nel 1860 su progetto di Eugenio Piva. In stile neogotico.

Indirizzo e località:
via A. Minelli
45100 Rovigo



Palazzo Pretorio, oggi sede della Camera di Commercio

Nel lato settentrionale di Piazza Garibaldi, all'incrocio con via Bedendo, si scorge l'antico palazzo pretorio edificato alla fine del '400 come residenza del podestà veneziano insieme agli uffici amministrativi e giudiziari per il governo del Polesine. L'edificio subì, nel corso del secolo successivo, numerose modifiche e ampliamenti tanto che nel '600 esso era dotato di ampio portale che immetteva in un grande cortile. All'interno, accanto alle stanze private, allo studio del podestà, ai saloni per il consiglio, vi era anche un carcere per la tortura munito di carrucola per appendere i prigionieri da interrogare.
Con la caduta della Repubblica di Venezia, il palazzo perse prestigio e con la dominazione austriaca divenne Imperial Regio Tribunale con annesso carcere attivo fino al 1857.
L'insediamento della Camera di Commercio, avvenuto intorno alla metà dell'800, determinò una ristrutturazione del piano terra con ridisposizione degli spazi: fu creato il salone della borsa, aperto un caffè denominato Caffè Borsa, ancora oggi in attività, e degli spazi per le contrattazioni dei commercianti. Furono riservati altresì dei locali per l'Ufficio di Posta e Telegrafo che vi rimase fino al 1931. E' del 1929 la realizzazione del "salone del grano" nel corpo centrale, con la grande volta a botte vetrata, costituita da riquadri di vetro sostenuti da una struttura in legno e ferro, e il pavimento a mosaico con al centro gli stemmi della Provincia e della Camera.

Indirizzo e località:
Piazza Garibaldi
45100 Rovigo



Palazzo Ravenna

Rovigo - Palazzo Ravenna

Si affaccia su Piazza Garibaldi tra il palazzo della borsa commerciale e il teatro Sociale.
Fu la residenza dei Bonanome dal XVI secolo fino al 1848 ed era famoso soprattutto per le pitture che decoravano il salone dopo il restauro del 1793; la facciata invece era anonima, fatta eccezione per l'arco d'ingresso che presentava una cornice in stile lombardesco.
In seguito all'estinzione della famiglia Bonanome, dal 1848 al 1858 fu utilizzato come alloggio del comando militare e fu restaurato nel 1853 a spese del comune.
Nel 1858 fu acquistato dalla famiglia Ravenna, che ne trasformò l'aspetto su progetto di Pietro Mola. Il palazzo fu rialzato di un piano e, per la prima volta a Rovigo, la ghisa venne usata come elemento decorativo, sia all'esterno che all'interno. I lavori terminarono nel 1859.
All'inizio del XX secolo divenne di proprietà della Cassa di Risparmio di Rovigo.
Dal 1951, in seguito alla disastrosa alluvione, il palazzo è diventato sede del Consorzio di bonifica Polesine Adige Canalbianco.
Sulla facciata del palazzo è stato posto, nel 1957, un busto bronzeo raffigurante Giovanni Battista Casalini.

Indirizzo e località:
Piazza Garibaldi
45100 Rovigo



Palazzo Roncale

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Il palazzo Roncale è un palazzo nobiliare di Rovigo. È stato realizzato nel 1555 dalla famiglia Roncale, che si era trasferita da Bergamo alla cittadina del Polesine intorno alla metà del XV secolo. Il progetto era stato condotto dal veronese Michele Sanmicheli in modo tale da poter affiancare il palazzo Roverella senza essere sminuito dalla mole di quest'ultimo.
Dal punto di vista architettonico, si tratta di un edificio con pianta simile a quella di altri palazzi nobiliari veneziani. Pesantemente modificato all'inizio del XX secolo, con l’apertura di un portico e diversi interventi interni, il Palazzo custodisce alcune pregevoli tele del Settecento, quattro quadri dei Seicento, attribuiti a Mattia Bortoloni, due grandi arazzi francesi e, nell’atrio, i busti di quattro re barbarici, attribuiti allo scultore Giovanni Bonazza.

Indirizzo e località:
Piazza Vittorio Emanuele II°
45100 Rovigo



Palazzo Rosetta-Ferrari

Antico palazzo fatto costruire dai Foligno nel XVI sec. Unico edificio rodigino che conserva tracce di affreschi sulla facciata.

Indirizzo e località:
Piazzale D’Annunzio
45100 Rovigo



Palazzo Roverella

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Palazzo Roverella

È uno degli edifici principali che si affacciano su piazza Vittorio Emanuele II, la piazza più importante della città. Fu commissionato dal cardinale Bartolomeo Roverella nel 1474. Si ipotizza che il famoso architetto Biagio Rossetti possa aver influito nella progettazione dell'edificio, che rimase però parzialmente incompiuto dopo la morte del committente.
L'edificio, notevole per la sua possente struttura e la sua armonica facciata in cotto, dopo il recente restauro, è diventato la nuova sede della Pinacoteca dell'Accademia dei Concordi, che ospita capolavori di Nicolò di Pietro, Giovanni Bellini, Palma il Vecchio, Sebastiano Mazzoni, ed opere importanti di Battista Dossi, Pietro Vecchia, Luca Giordano, Luca Carlevarijs, Rosalba Carriera. Palazzo Roverella è anche sede di prestigiose mostre.

Indirizzo e località:
Via Laurenti
45100 Rovigo



Palazzo Salvadego

Palazzo che la nobile famiglia veneziana dei Salvadego si fece costruire alla fine del ‘600, oggi sede della Prefettura. Qui nel luglio del 1866, come attesta una lapide in marmo, fu ospite Vittorio Emanuele II.

Indirizzo e località:
Via Ricchieri detto Celio, n° 12
45100 Rovigo



Palazzo Silvestri

Dimora della ricca e prestigiosa omonima famiglia, protagonista della vita pubblica e culturale della città per almeno tre secoli.
L’edificio sorge poco dopo il Teatro Sociale e risale probabilmente alla seconda metà del ‘400; si caratterizza per una sostanziale semplicità delle forme arricchita dall’uso suggestivo del cotto, movimentata da sobrie cornici di terracotta che decorano le aperture e dalle finestre binate agli angoli delle stanze secondo i modi architettonici ferraresi.
Il bel portale d’ingresso è sormontato da un tondo con lo stemma della famiglia: uno scudo decorato con un leopardo rampante.
Oggi il palazzo si presenta con ampliamenti di epoca incerta su entrambi i lati, mentre il corpo centrale, sapientemente restaurato, è stato riportato al fascino del passato.

Indirizzo e località:
Via Silvestri, 6
45100 Rovigo



Palazzo Venezze

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E’ uno dei più importanti palazzi di Rovigo, situato nel centro storico. Fu commissionato nel 1715 dal conte Stefano Venezze all'architetto polesano Agostino Ghiotti, che costruì un elegante edificio dalla facciata neoclassica su cui si aprono due portali centinati, una balaustra in marmo che forma un balcone con due finestre sormontate da frontoni curvilinei. All’interno si trovano un ampio atrio con travi a vista e colonne di ordine tuscanico e un importante scalone decorato da putti. Il palazzo è attualmente sede del Conservatorio di musica di Rovigo.

Indirizzo e località:
C.so del Popolo n° 241
45100 Rovigo



Pescheria nuova

Il curioso edificio in stile neogotico che si trova lungo Corso del Popolo al numero 140, vicino alle torri del castello, è la sede della Pescheria Nuova. Nel 1871 la vecchia pescheria, collocata in fondo all'attuale via Pighin, si era dimostrata ormai insufficiente soprattutto dal punto di vista igienico. Venne così decisa la sua chiusura e costruita una nuova sede che allora si affacciava sulla riviera dell'Adigetto utilizzando materiali tanto in voga nella Parigi dell'epoca, quali la ghisa e il vetro. La facciata neogotica caratterizzata da un ampio portale tra due finestroni a sesto acuto, si apriva su un vasto spazio ben illuminato con il soffitto a vetrate e le colonne di ghisa che incorniciavano i banchi di marmo su cui faceva bella mostra il pesce. Oggi, a seguito di un attento restauro, è una sala polivalente utilizzata soprattutto per esposizioni.

Indirizzo e località:
Corso del Popolo
45100 Rovigo



Teatro Sociale

Teatro Sociale di RovigoIl Teatro Sociale venne eretto fra il 1817 ed il 1819, rispecchiando la convinzione dell’epoca che considerava il melodramma come il genere di spettacolo meritevole della massima considerazione.
All’epoca della costruzione del Teatro Sociale, in questo genere di spettacolo, Rovigo aveva già una tradizione più che secolare. Il primo documento di un melodramma allestito a Rovigo risale al 1683: lo spettacolo fu ospitato nella sala della Loggia dei Notai, visto che il primo teatro in città venne edificato, per iniziativa di Celio Campagnella, nel 1694. 

A dispetto della relativa scarsità di popolazione e della oggettiva scarsità di ricchezza, il melodramma a Rovigo dovette incontrare un notevole favore, se presto in città divennero normali tre stagioni d’opera all’anno, la più importante delle quali si teneva in autunno, in coincidenza con la fiera.
Pochi anni dopo il Campagnella, fu costruito dai Manfredini un altro teatro più grande, passato poi ai Venezze e successivamente ai Roncale, il quale rimase attivo fino all’inizio del XIX sec., quando, risultando ormai insufficiente per il costante incremento di pubblico, fu deciso di costruire un terzo e più grande teatro.

Teatro Sociale di RovigoNel 1816 venne costituita la Società del Teatro che, nel luogo dove fino al 1809 sorgeva il piccolo convento di S. Maria dei Battuti demolito in seguito alla soppressione napoleonica, individuò l’area più adatta alla costruzione di un nuovo teatro. Il teatro si sarebbe trovato ubicato su una piazza, in quanto anche la chiesa di S. Giustina era stata abbattuta. Per il progetto la Società del Teatro si rivolse a Sante Baseggio. L’ingegnere rodigino vantava una certa esperienza nello specifico campo della progettazione teatrale, avendo restaurato il Teatro Roncale e partecipato al concorso per la Fenice di Venezia con un progetto che, pur non risultando vincitore, era stato tra i più apprezzati.

Baseggio elaborò un primo progetto che fra l’altro prevedeva due aperture ad arco ai lati del portico centrale, aperture destinate all’accesso delle carrozze. Ma parve più opportuno recuperare quegli spazi esterni ai servizi interni del teatro: fu quella la variante più significativa del secondo progetto rispetto al primo, ma anche numerosi dettagli vennero rivisti, conferendo all’insieme una maggiore vivacità complessiva.
Il Teatro della Società, questo il nome originale, aprì al pubblico i primi di marzo del 1819 con “L’ombra di Fetonte, ossia l’omaggio della riconoscenza rodigina” di Sante Campioni, in occasione della visita a Rovigo dell’Imperatore Francesco I d’Asburgo. L’inaugurazione ufficiale si tenne il 26 aprile 1819, all’avvio della prima stagione, con la rappresentazione “Adelaide di Borgogna”, appositamente composta da Pietro Generali, il musicista italiano allora considerato secondo solo a Rossini, ed interpretata da tre dei più famosi cantanti del momento, Violante Camporesi, Claudio Bonoldi e Giuseppe Fioravanti.

Il Teatro venne restaurato per la prima volta nel 1858, sotto la presidenza del cav. Antonio Gobbatti; i lavori riguardarono l’intero edificio, il palcoscenico, le decorazioni della sala, il riscaldamento e l’introduzione dell’illuminazione a gas.
Ma quello che vediamo oggi e che, illuminato a giorno, fa bella mostra di sè durante le stagioni liriche e di prosa, nobilitando la già bella Piazza Garibaldi, non è propriamente il Teatro costruito da Sante Baseggio. Un incendio, infatti, distrusse nella notte tra il 21 e 22 gennaio 1902 la bella sala del Baseggio, costruita prevalentemente di legno per le esigenze dell’acustica, e ciò che ne rimane sono solo la facciata ed il ridotto.

Il Teatro venne ricostruito in due anni. Il progetto, fornito dall’ingegnere padovano Daniele Donghi, mantenne la parte anteriore del precedente edificio, rimasta praticamente indenne, con la bella facciata neoclassica ed il fastoso foyer decorato con gradevoli pitture. Per la sala l’architetto sperimentò, fra i primi, l’uso del cemento armato per una destinazione così particolare; il risultato, dal punto di vista dell’acustica, fu senz’altro felice. Grazie alla decorazione del padovano Giovanni Vianello, semplice, elegante ed ottenuta principalmente con mezzi pittorici, il teatro rodigino è tra i primi del Veneto ad adottare i nuovi canoni dello stile liberty.
Il nuovo Teatro Sociale fu inaugurato da Pietro Mascagni, che vi diresse la propria “Iris” il 12 ottobre 1904 .
Ripresa dunque l’attività, il Teatro di Rovigo seppe tenere alto il prestigio conquistato, pur affrontando momenti di grave crisi. La scarsità delle risorse finanziarie impedì, in genere, di scritturare interpreti affermati, impegnando gli organizzatori ad individuare giovani sicuramente promettenti; per questi motivi il Sociale può vantare di aver tenuto a battesimo due dei maggiori cantanti del nostro secolo: Beniamino Gigli e Renata Tebaldi.

Nel corso degli anni l’evoluzione delle esigenze culturali rese sempre più impegnativo l’allestimento degli spettacoli, cosicché solo l’intervento pubblico poté garantire realizzazioni dignitose. Per questo il Teatro Sociale, inserito nel ristretto novero dei “Teatri lirici di tradizione” nel 1967, fu, alla fine, rilevato dall’Amministrazione Comunale che dal 1964 ad oggi, oltre a curarne il radicale restauro, provvede alla sua gestione diretta affidata all'Assessorato alla Cultura e Spettacolo.

Oggi, oltre alla stagione lirica e di balletto, il Sociale ospita un'affermata e seguitissima stagione di prosa, una stagione concertistica e numerose altre iniziative di spettacolo rivolte a favore dei giovani.
La collaborazione con consulenti di provata esperienza e di grande conoscenza dei singoli generi di spettacolo garantisce da sempre la qualità degli spettacoli sotto il profilo artistico



Torre dell'Orologio

Torre dell'orologio

Iniziata nel 1763, ultimata nel 1790 e successivamente più volte rimaneggiata.

Indirizzo e località:
Piazza Vittorio Emanuele II° 1
45100 Rovigo







 



Via Celio

Quella che un tempo era una strada fatta di case basse e modeste, denominata S. Giuseppe per la presenza della chiesetta omonima, Via Celio è diventata nel corso degli ultimi 3 secoli una via signorile in cui diverse famiglie di origine veneziana hanno costruito la propria dimora. Fra esse: palazzo Salvadego, al numero 14, della fine del 600, dotato di un bel portale sormontato da 3 finestroni, che nel 1866 ospitò Vittorio Emanuele II, come attesta una lapide in marmo e, a partire dagli anni Quaranta, prestigiosa residenza del prefetto; al numero 21 palazzo Camerini, edificato intorno alla metà dell'800, con gli interni decorati con affreschi e le pareti damascate e un ampio parco sul retro ancora esistente. Di fronte, al civico 10, sorge palazzo Celio, sede dell'amministrazione provinciale edificato a seguito della demolizione della chiesa di San Giuseppe, avvenuta nel 1810, con l'arrivo dei francesi.



Via Silvestri e Palazzo Campo

Quella che un tempo si chiamava lo stradone di San Francesco, oggi Via Silvestri in onore della nobile famiglia che vi risedette, è di fatto la prosecuzione naturale di piazza Garibaldi verso est.
Oltre a Palazzo Silvestri vi si può ammirare, al civico 27, anche palazzo Campo, fatto erigere dai Foligno nella seconda metà del ‘400. Nel 1574 qui soggiornò Emanuele Filiberto di Savoia, giunto a Rovigo al seguito di Enrico III di Valois, come ricorda una grande lapide posta nel 1928 sulla facciata.
Il palazzo fu poi acquistato dalla famiglia Campo che probabilmente lo restaurò arricchendolo di opere d’arte. Oggi è sede di un istituto scolastico.
Sulla via si affacciano bei palazzi dalle linee leggiadre e signorili e soprattutto una delle chiese più importanti e antiche della città: la chiesa dei Santi Francesco e Giustina.

Indirizzo e località
via Silvestri, 27
45100 Rovigo



Villa Tracanella Barbirolli

Fatta costruire nel ‘700 dalla famiglia Gobetto, la villa passò nel 1859 ai Tracanella e successivamente per via matrimoniale anche ai Barbirolli, che la restaurarono.

Indirizzo e località:
via Gattinara
45100 Rovigo